Il Borgo

Storia di Loreto Aprutino

Loreto Aprutino è un gioiello abruzzese tutto da scoprire, anche per le coppie in cerca di una destinazione poco nota ma con tanto da offrire. Premiata con il titolo di Città dell’Olio, la cittadina vanta infatti una storia antica ed un grande spessore culturale ricca com’è di spunti per una visita. Incastonata tra la costa pescarese e il Gran Sasso, domina dalla sommità di un colle il fiume Tavo e le immense distese di uliveti.

Passeggiando per il centro storico, tra i 300 più belli d’Italia, si nota subito il caratteristico aspetto medievale tra porte d’accesso, vicoli, strade pittoresche, case e palazzi signorili che si stringono intorno al Castello, imponente simbolo cittadino dal grande impatto visivo. Leggenda vuole che qui avrebbe alloggiato San Tommaso D’Aquino.

Centro del potere temporale, il Castello, nel corso del Quattrocento, fu teatro delle vicende belliche tra Angioini ed Aragonesi. Nei diversi secoli ha visto numerose trasformazioni ad opera delle famiglie nobili che lo hanno abitato, ma durante la Seconda Guerra Mondiale subì i bombardamenti aerei. Fu con l’ultima trasformazione che da dimora storica è diventato un albergo di pregio, sede anche di eventi e congressi.

La facciata, maestosa, è dominata dal portale ad arco, sormontato da un grande balcone, sopra il quale si aprono le finestre neoclassiche. Entrando, un androne in salita immette nell’antico cortile con cisterna, abbellito da sculture e stemmi. All’interno le camere e le sale, totalmente restaurate, conservano elementi architettonici antichi come le volte a botte e a crociera: vale la pena scambiarsi promesse d’amore in un luogo cosi carico di suggestioni.

Tra gli edifici di culto spiccano l’Abbazia di San Pietro Apostolo, chiesa madre di Loreto del 1400, preceduta da una suggestiva loggia che si affaccia sulla Maiella e caratterizzata da una pavimentazione in ceramica, e la Chiesa di San Francesco d’Assisi dal bel portale trecentesco con annesso il chiostro.

A conservare e divulgare le memorie del paese un ruolo determinante lo gioca il Polo Museale, con il Museo delle Ceramiche di Castelli che raccoglie maioliche d’inestimabile valore e il Museo dell’Olio, allestito nell’antico e innovativo oleificio di Raffaele Baldini Palladini, situato nel Castelletto Amorotti, dove sono conservati, tra gli altri, anche documenti firmati attestanti i riconoscimenti di Barbella, D’Annunzio, Michetti ed altri illustri estimatori per l’olio loretese.

Il Tondino del Tavo

Nella vallata del Tavo, da Farindola a Cappelle sul Tavo, si coltivano questi fagioli dalla colorazione che va dal bianco latte all’avorio e dalla forma tondeggiante, con tegumento esterno sottile e lucido, che tende però a imbrunire qualora si verifichino piogge eccessive durante la fase di maturazione. Il baccello ha forma allungata, dimensioni medio-piccole (8mm x 6mm in media) e consistenza dura.

La pianta, per le sue caratteristiche di portamento, necessita di sostegno e di un terreno poco profondo e povero di sostanza organica: terreni d’elzione sono infatti quelli sabbiosi e/o ciottoloesi, perché, se coltivato in terreni particolarmente ricchi di calcare, il Tondino del Tavo risulta di difficile cottura. Il fabbisogno idrico è elevato ed è necessaria la concimazione fosfatica. In passato si seminava, dopo la mietitura del cereale, direttamente sulle stoppie.

La semina avviene dopo il 15 giugno e la fioritura mediamente intorno alla seconda decade di agosto. Il momento della semina è molto importante in quanto, come riportato da alcuni produttori, semine anticipate ad aprile portano ad avere piante rigogliose, ma non produttive. Il periodo di maturazione coincide con l’ultima decade di ottobre.

L’olio di Loreto Aprutino

La fama della cittadina deriva soprattutto dai prodotti della sua terra , l’olio extravergine d’oliva, da anni con marchio Dop, è il miglior ricordo che il visitatore può portare via.

L’olio di Loreto Aprutino lo si può trovare nei migliori ristoranti della regione, ma anche nel resto d’Italia e all’estero. Il discorso è lo stesso anche quando si parla di vino.

In diversi ristoranti è possibile gustare i piatti tradizionali della cucina locale, inoltre diverse manifestazioni vengono promosse dall’amministrazione comunale